Mario Corso
scriva il candidato all'ammissione, in max di 15 pagine, quali ricordi, quali emozioni, quali sentimeti evoca in lui questo nome

(estratto dai questionari di ammissione)
nel corso della cena sociale (18 agosto 2006) è' stato assegnato il premio "Foglie morte" per il Compagno
che si è distinto, compilando il questionario, con il più bel ricordo di Mario Corso.
Il premio, consistente in una copia dell'omonimo libro di Garcia Marquez, è andato a Fabio, che purtroppo
non è potuto essere presente per impegni di lavoro, attualmente vive in Arizona.
ecco un estratto dal suo testo:

Mario Corso per me è soprattutto mio padre. ......Ma poi, all'improvviso, qualcosa accade ....
Punizione. Di prima. Tira Corso. Mio padre allora, ed è questo il gesto che mi è rimasto impresso,
aspetta il fischio dell'arbitro e spegne la radio. Spegne la radio.
E si dice, come una scommessa: 1 - 0. Dopo 10 secondi riaccende: 1 - 0.
La fede assoluta nell'infallibilità del piede.

Fabio
, Tucson, Arizona (USA)

Febbraio del 1964. A Belgrado giocano Partizan-Inter. Il quotidiano di Fiume "La Voce del Popolo" ci manda mio fratello (tecnicamente, fratellastro, Silvio Stancich. Ha due compiti fondamentali: fare un ottimo servizio e raccattare un po' di autografi per me, tredicianni e mezzo, da poco rientrato a Fiume, dopo alcuni anni trascorsi a Roma. Dove avevo "conosciuto" Mario Corso...attraverso le figurine, ma non della Panini: nel 1959 l'editore emiliano probabilmente si occupava di altro. Nel cortile sotto casa, in Via di Villa Chigi, scambio qualche chiacchiera con i miei nuovi amichetti: romani. Romanisti e laziali... E vedo per la prima volta in vita mia le "figurine"... Mi restano impressi alcuni nomi, tra cui Mario Corso e Nacka Skoglund, entrambi dell' "Internazionale". Sara' perche' Skoglund mi suona tanto delle mie parti (Jugoslavia), sara' perche' la parola "internazionale" mi e' abbastanza familiare... da quel momento tifo Inter e, alla ricerca di tutto cio' che la riguarda, ovviamente non ricordo dove, trovo una caterva di copie di "Sport Illustrato" dell'anno precedente. Ovunque campeggia Angelillo (8-0 alla Spal, con cinque goal!... Se quel coglione di HH gli avesse dato solo un anno di tempo...ve l'immaginate un attacco Jair Mazzola Angelillo Suarez Corso? E che dire dei CT che hanno voluto fare a meno di Mariolino ai Mondiali sia in Cile che in Inghilterra? Te pareva che non avrebbero fatto la fine che hanno fatto, entrambi le nazionali)...
Fiume. Belgrado... Seguo la semifinale al Circolo Italiano di Fiume, CIC. In sala per lo piu' interisti, qualche milanista, pochi juventini. Vittoria. Non ricordo chi ha segnato (e ora non vo a cercarlo, preferisco affidarmi alla memoria pura).
Due giorni dopo rientra Silvio, che ha mandato un bel pezzo per il suo giornale... E mi porta una foto/cartolina della squadra, con alcuni autografi, tra cui quelli di Corso, Mazzola e Suarez...
1978/79. Coverciano. Per conto di vari giornali jugoslavi scrivo di cose italiane: vivaddio, tutto meno che politica (al momento. Qualche anno piu' tardi, no). Dunque, scrivo anche di calcio. Mi trovo insieme agli "studenti" del supercorso per aspiranti allenatori, voluto dal leggendario Italo Allodi. Tra i docenti, quel giorno, c'e' Vujadin Boškov. Da "compaesani" parliamo delle nostre faccende... Ovviamente, i neoallenatori mi scambiano per uno importante, tanto piu' che familiarmente chiacchiero pure con il professor Leonardo Vecchiet (loro non lo sanno, ma Vecchiet, di cui dopodomani ricorre l'anniversario di una scomparsa triste e prematura; e ingiusta, perche' era persona splendida e luminare nel vero senso della parola; di Vecchiet, dicevo, sono parente acquisito). Sono seduto in terza o quarta fila. Accanto a me - ta ta ta taaaaa! - Mario Corso! Piu' in la' Stacchini, Barison, mi pare...
Va da se' che a Mariolino dico subito che sono interista, che qui, che la'...Belgrado, l'autografo. E poi, a bruciapelo: "Nel giro di un pochi anni la Grande Inter e' scomparsa... Picchi a Varese, Suarez alla Samp con Bedin, tu al Genoa, Burgnich al Napoli, Guarneri al Bologna, prima Sarti alla Juve... E lui: "Sono rimasti Mazzola e Facchetti...". Puntini in sospeso. Lo guardo. "Noooo!?" E lui: In effetti, Facchetti no...
Oggi, a Spalato, ogni tanto alla tv mi capita di vedere Corso, ma molto di rado. Non so se, perche' non guardo la televisione italiana (pietosa e volgare) o perche' non gli danno spazio...
Adios compagni!
Sandro, Spalato (Croazia) - [Jugoslavia per il webmaster]

L'avversario che mi osserva dalla porta
e mi vede passeggiare lungo il campo
non conosce la mia foglia morta
solo allora capirà che non ha scampo
.....
Gian Luca, Soliera (MO)

..Mario Corso era una persona del tutto normale, uno come tanti, uno di noi. Il suo immenso talento era nascosto: non sarebbe mai emerso in un'epoca senza calcio, o in una terra dedita al badminton o al croquet.....
Cristiano, Peschiera Borromeo (MI)

.. Ma non mi basta, avrei voluto vederlo giocare. È ingiusto. Vorrei poterlo ricostruire per intero, vederlo correre, anche lui era un atleta ! Liberarlo dall'impronta del piede sinistro di dio. Vai torna in campo, non rimanere prigioniero dei nostri sogni. Di nuovo trattenere il fiato e, dopo una punizione, gridare goool!
Fabio, Larciano (PT)

.... evoca l'infanzia perduta, il poster 70x100 con il suo fisico da impiegato del catasto, ....
Maurizio, Foggia

Noi Interisti-Leninisti come una punizione di Corso: ci prendiamo il nostro tempo, ma senza perdere di mira la nostra meta.
Andrea, Predore (BG)

si sta
come interistileninisti

sugli alberi
a foglia morta
Luca, Roma

Nel 1963 andavo all'oratorio "S.Giovanni Bosco" di piazza Leonardo, a Milano. Sul muretto vicino al campo da calcio io scrissi col gesso MARIOLINO CORSO, IL PIEDE SINISTRO DI DIO. Mi beccò il prete giovane (credo uno j******no che tampinava i ragazzini, poi lo trasferirono all'oratorio femminile così che non fosse tentato .. ) e mi disse "Cancella subito quella frase ! è una bestemmia !". Io niente, neanche a strattoni e pizzicotti la cancello. "Se non la cancelli non vieni più a giocare all'orartorio" mi minaccia il prete giovane, pedofilo e probabilmente j******no. Così mi hanno sbattuto fuori dall'oratorio. Ma io lo sapevo che Mario Corso sarebbe stato fiero di me.
Claudio, Milano

il ricordo: un lontano 1970 ..... l'emozione: se M***n Kundera l'insosteniblie leggerezza dell'essere l'ha messa su carta, Mariolino l'ha resa materialmente tangibile ..... i sentimenti: un misto di gioia e di tristezza anche nell'attimo del gol, spesso da pallone cadente nella rete avversaria come una foglia autunnale, malinconica e piena di speranze passate e di future rinascite.
Vincenzo, San Giuseppe Vesuviano (NA)

.... la foglia morta cade a coprire le brutture di cemento, cade leggera come il cuore di noi bimbi, subito la raccogli e ne fai cadere un'altra ancore, fino ad arrivare alla punizione perfetta, la parabola che resterà nella storia del calcio come in quella dei bimbi del quartiere, che quando diventeranno uomini ancora ne parleranno e si renderanno conto di quanto Mariolino fosse inarrivabile. Ma il bello era proprio provarci per capire quanto fosse difficile.
Davide, Milano

...Nascosto dietro la spalliera della poltrona, nella penombra andai subito a cercare l'Inter: l'odore dell'album era un bellissimo profumo di colla coccoina. Mi ricordo benissimo la prima impressione: in alto a sinistra, vestito di nero, funereo col colletto blu c'era Sarti (molto signorile) e poi con la maglia a larghe righe nere e azzurro-blu .... ed infine Corso: me lo ricordo guardato di sfuggita perchè i fratelli Zanetti si erano accorti della mia sbirciatina all'album. Rimasi male: Corso era triste (non sorrideva) e ...quasi pelato ....
Giuseppe, Rignano sull'Arno (FI)

Ci prova lo stesso a un metro dalla linea di fondo campo, con la consapevolezza che 99 su 100 andrà male: colpisce di esterno, neppure troppo forte e mentre lui finisce con una buffa capriola all'indietro contro i cartelloni pubblicitari, fra l'entusiasmo e la rabbia dell'Europo si insacca quasi rasoterra, prodigiosamente beffardo, il più mancino dei tiri. (ricopiato diligentemente da "il più mancino dei tiri" di E.Berselli)
Massimo, Modena

Mario Corso mi riporta indietro nel tempo e di conseguenza mi produce intense emozioni non solo perchè mi riconduce alla mia infanzia, ma anche perchè la sua figura di persona schiva e per ben mi proietta indietro nel periodo in cui il calcio era ancora uno sport nobile ....
Marco, Milano

...non era un vero interno, era un tornanate, era un rifinitore no anzi un attaccante in realtà, come noi Interisti Leninisti, un atipico.
anonimo, (chi sei in realtà ...che non trovo i tuoi riferimenti?)

Mi piace pensarlo come ad un vezzo consentito solo a coloro in qualche modo elevati a rango superiore, un distintivo di un club di eletti, il sistema per farsi riconoscere all'istante tra i ventidue: "Ecco vedi, quello coi calzettoni giù, quello è Corso!".
Armando, Bologna

L'esultanza dopo il gol con un braccio alzato dopo l'altro e una serie di salti scomposti e, diciamolo, lievemente sgarziati, evocano quella gioia istintiva, incontenibile e sincera che, paragonata alle seneggiate di oggi (...) ci fanno riflettere sulla crisi della modernità.
Luca, Roma

Poi un'impressione che mi ha sempre fatto è la faccia da Interista! Quell'aria umile e un po' dimessa, mai boriosa o tracotante, anzi ...quel tono sempre come a chieder scusa ... uno così non poteva che essere Interista!
Alberto, Milano

Ecco perchè Corso è la speranza: davanti ai filmati in bianco e nero dell'Inter di quegli anni non si può che sperare che la storia torni ad essere generosa con chi ama il calcio e faccia godere anche noi più giovani, di emozioni autentiche. Emozioni alla Mario Corso.
Christian, Bracciano (Roma)

E' gol, festeggiato col sorriso beffardo ad incorniciare quello sguardo triste, quegli occhi chiari che brillano di felicità: la sua, dei compagni, la nostra di innamorati nerazzurri.
Francesco, Ascoli Piceno

Chissà perchè fanno giocare uno così, ho pensato. Poi ad un certo punto, ho capito. E' stato nel secondo tempo..... qualcuno gli ha passato il pallone. Lui ha fatto finta di non capire dov'era, chi era, e perchè avevano passato proprio a lui, che non aveva voglia di fare fatica. Poi ha guardato da un'altra parte, e così distrattamente, ha dato un calcio di sinistro alla palla che quasi per caso era li tra i suoi piedi. Quando è entrata in rete, il portiere aveva la faccia di uno studente tonto a cui avevano appena spiegato la teoria della relatività.
Alessandro, Roma

....rappresentava un mondo senza paura di farsi male, un mondo dove se ti facevi male voleva dire che non eri riuscito a dribblare l'avversario! E Mariolino dribblava sempre.
Pino, Bari

Quando facevo la raccolta delle figurine avevo 27 Jair e nemmeno un Corso ....poi arrivarono la mia mamma e il Passero a dirmi che no, come lui non c'era mai stato più nessuno e quel lui era Mariolino Corso.
Ruggero, Ravenna

1981. Avevo 13 anni (un'età difficile, come dicono). Sul TV c'era un documentario sul Liverpool in Europa (c'era sempre un documentario sul Liverpool a quei tempi). Era la prima volta che ho visto la Grande Inter degli anni sessanta. C'erano Mazzola e Corso lucente in bianco e nero. E' stato amore a prima vista.
Matt, Londra

Ora, come potevo io rimanere indifferente al fatto che Mario "Mariolino" Corso fosse nato a San Michele EXTRA, provincia di Verona? Era ovvio che Corso fosse un genio, ce l'aveva scritto nei dati anagrafici: era EXTRA, era più che super: era Corso, il piede sinistro di Dio.
Adelmo, Genova

Mario Corso ... non avendolo nè conosciuto di persona, nè visto mai giocare nell'Inter per questioni di età, posso soltanto limitarmi a riportare le notizie che ho trovato su di lui. Esaminandole e sentendo i pareri di chi lo ha visto giocare capisco però che raramente si sono visti nel campionato italiano giocatori come Mario Corso.
Mauro, Palermo

La classe, lo stile, la signorilità di una delle colonne della Mitica Inter che mi fece innamorare dei colori neroazzurri. E poi si chiama Mauro come me; purtroppo solo il nome ci accomuna essendo sempre stato io un pessimo giocatore di calcio.
Mario, Palermo

Troppo giovane per averlo visto in campo, ho il ricordo raccontato da mio zio Pietro e una maglia stretta stretta a righe nero e azzurro scuro verticali a ricordarmi quegli anni. Mio zio mi raccontava del sinistro di dio, delle punizioni a foglia morta, delle camminate sulla fascia ombrata di S.Siro. Mi raccontava di un omino magro ma forte, con lo sguardo tenero ma deciso. E mi raccontava indirettamnete della sua giovinezza, quando i successi della Beneamata facevano da cornice alle sue prime esperienze di vita. Genio e sregolatezza, vero artista del pallone. L'ho visto in video cassetta e ho capito, tramite la pelle d'oca anche dietro il collo, cosa significa dribblare, crossare, segnare, vincere con i colori dell'Inter.
Simone, San Lazzaro di Savena (Bo)

Chi è mario Corso? Facilissimo, anche per chi, come me, non ha potuto ammirarlo in campo. Mariolino era l'essenza del calcio, e quindi la sintesi perfetta dell'interismo. Follia, fantasia, utopia, splendore, arte dello stupire. Quanto avrei voluto essere presente!
Giovanni, Milano

Mariolino era il mio idolo e mi ricordo sempre il derby di ritorno del campionato 1970/71 con un suo grande gol su punizione e una partita semplicemente straordinaria. Il piede sinistro di dio (un attimo di debolezza anche per noi materialisti). 15 pagine sono troppe e non ci starebbero nella busta.
Claudio, Parigi

Non ho parole, ma solo splendide immagini
Fabrizio, Ravenna

Oltre a persone in festa, purtroppo in immagini in bianco e nero, anche la mia scrivania, poichè la sua foto troneggia...
Fabio
, Milano

Io l'epoca di Corso non l'ho vissuta perchè sono nato nel 1979, ma ho un ricordo attraverso tv, vhs e dvd di un gran calciatore ed uomo. Mi emozionano le sue galoppate sulla fascia sinistar, il suo modo di essere trasgressivo per l'epoca, cioè gli anni '60, sul campo con capelli lunghi e basettoni, calzettoni abbassati fino alle caviglie e come irrideva l'avversario di turno, con tocchi funambolici ed irriverenti. Il suo nome evoca sentimenti di un'epoca che ha cambiato il mondo dal '68 in Italia al Che in America Latina, Centrale, in Africa e di una grande squadra che vinceva tutto in Italia e in Europa.
Tiziano, Genazzano (Roma)

La Grande Inter, il Piede Sinistro di Dio, Helenio Herrera...nomi e immagini mitici, che ancora colpiscono l'immaginario popolare e dimostrano cosa l'Inter voglia dire per l'Italia e non solo ! A ventun anni e con davanti lo spettacolo deprimente del calcio di oggi, si sente la necessità di miti puliti e vincenti.
Luigi
, Sedriano (MI)

Su Mario Corso pochi ricordi, legati a un (ormai) insostenibile bianco e nero! Le emozioni sono quelle che un qualsiasi, o quasi, uomo a striscie verticali nero e azzurre mi procura. E dunque in sintesi, l'appartenenza, nei termini più esclusivi e totali. Dove qualsiasi non vuole essere indistinguibile, non si vuole sminuire la persona, ma esaltare i colori. I sentimenti sono qualcosa di privato. Faccio fatica a spiegarli, ma chi li legge non ne fa alcuna ad intuirli.
Antonio
, Bologna

Ah, Mandrake! Ah, Manolete! Ah, le foglie morte, quando si giocava col pallone vero e non con i SuperFlex di quel coglione di Pirlo! Le pennellate sul campo del Borussia Dortmund in una semifinale di vera Coppa dei Campioni, la sciabolata mondiale al 115' minuto di Inter-Indipendiente, quando si andava a vincere ed a far botte oltre Atlantico senza le trombette ed i pompini delle gheishe di Tokio! E la magica cavalcata di recupero del 1970-71 assieme a Bonimba, giusto per scardinare ancora il culo dei cuginastri! Gloria ed onore al vero artista del pallone! Sinistro di dio, il dio nerazzurro campione!
Mariano
, Bari

Io non ho potuto vedere le sue splendide azioni sul campo "in diretta", perchè sono nato nel 1989, però porto, come lui, il soprannome "mandrake". Infatti, quando ero piccolo, mio padre vedendomi giocare a calcio e seguire con ansia le partite della mia squadra del cuore (l'Inter, che domande..) decise di chiamarmi come quel grande campione della sua gioventù, che regalò al mondo intero delle ore di pura follia con le sue fantastiche gesta.
Andrea
, Camisano Vicentino (VI)

...Mio padre si sbraccia "guarda Giovanni, guarda, Mazzola! Corso!" e io imbambolato non riesco a far altro che a stringere loro la mano e a sussurrare "complimenti" ...neanche l'autografo gli ho chiesto.....
Giovanni
, Bologna

...le famose "punizioni a foglia morta" narrate da nonno Peppe sognate e vagheggiate mai viste veramente...e si materializza anche la visione di un calciatore esile, un po' stempiato, con i calzettoni alla caviglia che tira sù un oggetto strano ...una grossa coppa argentea.....
Francesco
, Roma

...mio padre alla fine dei suoi racconti aggiungeva dire che Corso era antipatico a tutti "perchè era comunista e andava a donne" .....e la maglietta bianca con le striscie nero e azzurre che mi ha regalato quel giorno a SanSiro adesso la porta il mio piccolo Giovanni.
Stefano
, Novafeltria (PU)

non si offenda Maurizio di Gaggiano (Mi), ma ci sarebbe voluto un sito solo per lui, grazie a tutti